Basofili

BasofiliI granulociti basofili rappresentano meno dell’1% di tutti i leucociti, orientativamente fra lo 0,01% e lo 0,03%. Sebbene i globuli bianchi del nostro sistema immunitario siano da anni studiati accuratamente dai ricercatori, in alcuni ambienti scientifici è opinione diffusa che si conosca ancora poco sul conto dei basofili.
Il loro nome deriva dalla reazione alla stimolazione in laboratorio: sono suscettibili di colorazione quando trattati con coloranti.

Nel giro di un’ora dalla loro nascita nel midollo osseo, i basofili migrano attraverso il sangue verso i tessuti dove sono in atto infiammazioni o infezioni. Sono rilevabili principalmente nel tessuto cutaneo, nei polmoni e nelle mucose, da dove svolgono la loro azione antibatterica e antiallergica. I basofili infatti sono fra i principali artefici delle tanto detestate reazioni allergiche, dai fastidiosi starnuti quando respiriamo polline al gonfiore che segue una puntura di zanzara. Se stimolati, rilasciano istamina – un vasodilatatore che consente di fare affluire il sangue ai tessuti più rapidamente – ed eparina,  un anticoagulante che ne rallenta la coagulazione. L’istamina è anche una delle sostanze responsabili dei sintomi dell’asma bronchiale.

Secondo recenti studi, i basofili producono l’interluchina 4, sicuramente una fra le più importanti citochine del sistema immunitario. L’interluchina 4 è infatti coinvolta nella creazione degli anticorpi igE.

Basofilia e Basopenia

La basofilia e la basopenia – rispettivamente basofili alti nel sangue e basofili bassi – sono estremamente rare da osservare. Essendo i basofili in numero ridottissimo (meno dell’1%), nella conta totale dei globuli bianchi una basofilia non appare evidente come una neutropenia. E non è nemmeno semplice da rilevare, sempre a causa della ridotta presenza di queste cellule nei campioni di sangue presi in esame. La basopenia può essere osservata talvolta durante la comune orticaria, mentre la basofilia – rarissima – è connotata ad alcune forme di leucemia o ai linfomi.